lunedì 28 novembre 2016

BOOM, il nuovo jet passeggeri più veloce del suono


Un aereo passeggeri supersonico promette trasferimenti in tempo record da un capo all'altro del pianeta. Avrà successo in un settore dove Concorde ha fallito?

Nel 2023, vent’anni dopo il pensionamento del Concorde, sarà nuovamente possibile volare da Londra a New York in 3 ore e mezza a bordo di un jet passeggeri supersonico.

Protagonista di questa seconda rivoluzione del trasporto aereo è Boom, una startup di Denver finanziata da diversi imprenditori dell’hi-tech, tra cui Richard Branson (Virgin Galactic). Il primo prototipo del nuovo velivolo è stato presentato lo scorsa settimana da Blake Scholl fondatore di Boom, ex dirigente di Amazon e pilota.

PIÙ VELOCI DI TUTTI. Il progetto di School è decisamente ambizioso, anche perché la neonata azienda si trova a competere con colossi come Lockheed Martin e Boeing, che già da diversi anni stanno lavorando ad aerei passeggeri più veloci del suono.

Ma nonostante il ritardo nell’avvio della progettazione, l’imprenditore è convinto di riuscire ad arrivare sul mercato prima dei concorrenti perché il suo Boom non utilizzerà nessuna nuova tecnologia e non dovrà quindi attendere i lunghi tempi di approvazione degli enti governativi che regolamentano il settore.
Perché Boom dovrebbe avere successo laddove il Concorde fallì, vent’anni fa?
UN PO’ DI STORIA. Il Concorde nacque a metà degli anni ‘60 da un consorzio anglo-francese formato da British Aerospace e Aérospatiale. Il primo volo fu effettuato nel 1969, l’ultimo nel 2003.

Tra i motivi che portarono alla fine del progetto Concorde, oltre ai consumi spaventosi e ai costi di gestione degli apparecchi, ci fu il grave incidente nel 25 luglio 2000, nel quale morirono 113 persone.

PIÙ VELOCI DEL SUONO. DI NUOVO. Secondo Scholl i progettisti del Concorde non potevano far conto su tecnologie e materiali affidabili come quelli di oggi. Ed è così fiducioso nel potenziale della sua azienda che promette il primo volo di prova per il 2017.

Il velivolo ospiterà 45-50 passeggeri al massimo, contro i 100 del Concorde, e il biglietto costerà più o meno come quello di un biglietto di prima classe su un volo ordinario: 5.000 dollari per la tratta Londra-New York.

Anche Branson sembra credere nell’iniziativa del pilota americano, tanto da aver opzionato i primo 10 velivoli che usciranno dai cantieri di Denver.

Secondo i progetti di Boom il nuovo velivolo coprirà inizialmente le rotta Londra-New York, San Francisco-Tokyo e Los Angeles-Sidney.,


A presto
Hashtag Staff

(fonte focus.it)



lunedì 21 novembre 2016

I 10 OROLOGI PIU' COSTOSI AL MONDO!

“Le vuoi passare delle belle ore? Allora devi anche avere un bell’orologio” diceva Rocky. Gli orologi in questa classifica non sono semplicemente belli ma sono i più cari al mondo. Molti sono prodotti da case svizzere, per lo più collocate nella zona del Giura dove molti italiani sono emigrati e hanno lavorato e portato il loro contributo creativo. La maggior parte sono in oro e forse, più che al polso, vanno tenuti sotto chiave.
10. Patek Philippe 1953 Model 2523 Heures Universelles – $2,899,373

Il Patek Philippe Model 2523 è pezzo in oro a 18 carati, al cui centro è disegnata una mappa geografica. L’esemplare che è stato venduto nel 2002 ha toccato la cifra da capogiro di $2,899,373. Il design esprime classe, eleganza e prestigio senza tempo.
9. Piaget Emperador Temple Watch – $3,3 milioni

Piaget, azienda svizzera di lusso fondata nel 1874 da Georges Piaget nel villaggio del Canton Giura di La Côte aux Fées, ha creato la meraviglia di Emperador. L’orologio in totale è ricoperto da 1211 diamanti e brillanti dalla diversa sfaccettatura e taglio, di cui 173 sono incastonati nel quadrante in madreperla, 320 arricchiscono il bracciale e 690 rivestono l’intera cassa.
8. Patek Philippe 1928 Cronografo Monopulsante – $3,637,408


È stato battuto all'asta Christie's nel 2011 come top-lot. Si tratta di un modello di estremo lusso, in oro bianco, realizzato nel 1928, poco prima della Grande Depressione.
7. Blancpain Le Brassus Tourbillon Carrousel - $3,850,000


La casa produttrice di questo orologio, attiva ben dal 1735, è ora controllata dal gruppo Swatch. Il tourbillon Carousel, che prende il nome dai due meccanismi interni che hanno lo scopo di ridurre gli effetti legati alla gravità, è fornito di una cassa di 44,60 mm ed è composto da 379 parti.
6. Patek Philippe 1939 Platinum World Time Watch – $4,026,524


Il Patek Philippe 1939 Platinum World Time è uno degli orologi più rari al mondo; l'esemplare in foto, che alcuni esperti ritengono essere l'unico esistente, è stato venduto all'asta all'Antiquorum di Ginevra nel 2002. Fu venduto, in origine nel 1950 per 2258 franchi svizzeri.
5. Louis Moinet Meteoris Watch – $4,599,487


Ne sono stati costruiti solo 4 esemplari di questi orologi creati dalla maison svizzera Louis Moinet con sede a Saint-Blaise. La particolarità è che furono realizzati con frammenti di meteoriti, provenienti da alcuni corpi celesti: il “Meteoris Mars”,che contiene un frammento proveniente da Marte; il “Meteoris Rosetta Stone” contiene un frammento del meteorite più antico;  il “Meteoris Asteroid” e il “Meteoris Moon” con un frammento di roccia lunare.
4. Breguet & Fils, Paris, N. 2667 Precision Watch – $4,682,165


Breguet è un'azienda svizzera tra le più antiche e prestigiose del mondo. Non ha mai interrotto la sua attività dalla fondazione avvenuta nel 1775. Questo orologio è decisamente raro. Oro 18k e a due movimenti, è stato in origine venduto nel 1814 a Mr. Garcias di Londra per 5000 franchi. Ora vale circa $4.7 milioni.
3. Patek Philippe Reference 1527 Wristwatch – $5 milioni


Orologio del 1943 è il Patek Philippe più costoso. È stato battuto a un'asta Christie’s a Ginevra nel 2010.  L'ha comprato un museo in Svizzera. Oro giallo a 18-carati, 23 gemme incastonate, calendario perpetuo.
2. Patek Philippe Henry Graves Super Complication Pocket Watch – $11 milioni


Orologio da tasca creato nel 1932 da Patek Phillipe, con ben 24 complicati meccanismi, per il banchiere newyorkese Henry Graves Jr. È universalmente riconosciuto come uno degli orologi più affascinanti al mondo.
1. Chopard 201-Carat Watch – $25 milioni


Orologio Chopard, azienda svizzera di orologi di lusso, gioielleria ed accessori, fondata nel 1860 da Louis-Ulysse Chopard nel paesino svizzero di Sonvilier, è composto da minuscolo quadrante sommerso da una cascata di diamanti gialli, rosa e blu, per un totale di 201 carati.

lunedì 14 novembre 2016

STASERA ARRIVA LA SUPER LUNA!


Questa notte la Luna sarà nel suo punto più vicino alla terra. Ecco qualche consiglio per fotografarla al meglio con il vostro smartphone

Questa notte tutti sol naso all'insù per godere della vista della Superluna. Il nostro satellite, infatti, sarà nel punto della sua orbita più vicino alla Terra e questo la renderà estremamente più grande e più luminosa del solito. Un evento che vale la pena fotografare – questa Luna sarà la più luminosa degli ultimi 68 anni – e condividere sui social.
Ma come fare, se non si dispone di una macchina fotografica adatta? C'è qualche possibilità di fotografare l'evento con il nostro smartphone senza che la Luna sembri solo un puntino giallo nel cielo? Ecco qualche consiglio:
  1. Trovate un punto ideale

Lo scatto sarà molto più bello se si avrà la possibilità di comparare la grandezza della Luna con qualche elemento naturale nei paraggi. Il consiglio, quindi, è quello di scovare il posto perfetto già in queste ore. Una spiaggia, su di una collina o con una vista sulla città: tutto va bene, se promette una visuale ideale. Probabilmente non catturerete la Luna al massimo, ma potreste scattare una foto panoramica di tutto rispetto.
  1. Preparate l'equipaggiamento giusto

Secondo lo specialista in fotografie con lo smartphone, Leigh Stark, un cellulare con una fotocamera di alto livello può di sicuro aiutare. Gli iPhone 7 Plus, ad esempio, potranno divertirsi un mondo, grazie alla funzione di zoom presente nell'app fotocamera. "L'iPhone 7 Plus dispone di uno zoom ottico, e non digitale come quello del 7. Questo può fare di sicuro la differenza". Un altro consiglio è quello di disporre di un treppiedi, per eliminare il rischio di tremolii, che si accentuano quando si allarga lo zoom al massimo. Inoltre, non dimenticate che potete anche utilizzare un telescopio!
  1. Scegliete l'app giusta

Stark raccomanda l'utilizzo di alcune app gratuite per iOS e Android come Adobe Lightroom, che propone una fotocamera "in-app" e, cosa più importante, salva le foto in formato RAW. Se non siete addentrati nel formato RAW, immaginate un negativo digitale che cattura il maggior numero di informazioni possibili e di dettagli, rispetto ad un normale JPG. Avviata l'app, vi farà scegliere il formato che preferite fra JPEG e DNG. Scegliete DNG, che è la versione Adobe del formato RAW.
  1. Perfezionate le vostre tecniche di messa a fuoco

Se utilizzate la fotocamera del vostro smartphone, assicuratevi di "toccare" l'immagine della Luna per metterla a fuoco e per modificarne la luminosità. In questo modo anche le immagini secondarie, avranno il giusto peso e la giusta luminosità. Ora siete pronti per fotografare la Super Luna al meglio. I vostri follower su Instagram vi ringrazieranno!

A presto!
Hashtag Staff!

lunedì 7 novembre 2016

CURIOSITA' SU.....LEONARDO DA VINCI!



Ragazzi!
In questo articolo vi racconteremo alcune curiosità su Leonardo da Vinci:

SCOPRÌ L’ETÀ DELLE PIANTE
Se oggi prendessimo un bambino di 10 anni e, ponendolo davanti ad un tronco di albero tagliato, gli chiedessimo a cosa servano tutti quei cerchi, ci risponderebbe sicuramente che indicano l’età della pianta.
Alla fine del 1400 questa non era una nozione conosciuta.
Leonardo fu, infatti, il primo ad osservare gli anelli di accrescimento delle piante. In seguito ebbe l’intuizione di capire che, contando gli anelli, si potesse risalire all’età dell’albero.
Sulla base di questa scoperta sono nate molte scienze, la più recente delle quali è la dendroclimatologia.
Quest’ultima è una branca della paleoclimatologia e si occupa di risalire a particolari eventi climatici verificatisi nella storia attraverso lo studio della formazione degli alberi.
ERA VEGETARIANO
Il suo amore per la natura e per gli animali non si fermava solo all’osservazione e alla rappresentazione grafica delle loro forme. A tal proposito Andrea Corsali, navigatore toscano, in una lettera a Giuliano de’ Medici, scrive così: “Alcuni gentili chiamati Guzzarati non si cibano di cosa alcuna che tenga sangue, né fra essi loro consentono che si noccia ad alcuna cosa animata, come il nostro Leonardo da Vinci”.
Leonardo era inoltre un animalista, si batteva addirittura per la libertà degli animali. Sembra infatti che andasse spesso al mercato e aprisse le gabbie degli animali, liberando così gli uccelli già pronti per essere venduti.
Se tutto questo è vero, possiamo affermare ancora una volta che Leonardo fu un precursore: animalista e vegetariano in anticipo rispetto ai tempi!
LA GIOCONDA NON FU RUBATA
La Gioconda è senza dubbio il ritratto più famoso al mondo.
Nonostante l’artista consigliasse sempre di dipingere su legno di noce, questo venne realizzato su una tavola di pioppo.
Chi fosse in realtà la donna ritratta ancora non ci è dato saperlo; gli studiosi hanno a lungo cercato di dare un nome certo a questo volto ma, al momento, l’attribuzione più valida è quella del Vasari. Giorgio Vasari, pittore e storico dell’arte vissuto nel 1500, scrive nel suo trattato (Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri, pubblicato nel 1550) che la donna ritratta da Leonardo è Lisa del Giocondo, da cui poi deriva il nome La Gioconda.
Su questo quadro, dipinto nel 1503 e non firmato dall’autore, si sono dette molte cose. L’elemento che più attira l’attenzione dei curiosi è il famoso sorriso; dalle recenti analisi radiografiche è emerso che l’attuale sorriso della Gioconda è solo un ripensamento. La prima versione, infatti, vedeva la donna ritratta con una piega della bocca molto più severa. Solo in un secondo tempo Leonardo avrebbe, quindi, modificato la sua espressione dipingendo il sorriso che avrebbe fatto storia.
Altra leggenda molto diffusa è che il quadro sia stato rubato in Italia e portato nel Louvre dai napoleonici. Le razzie da parte dei soldati francesi avvennero davvero, tanto che nel 1815 Papa Pio VII incarica Canova di recarsi a Parigi per riportare in Italia le opere trafugate, ma queste non riguardarono la Gioconda. Fu Leonardo stesso a portarla in Francia; nel 1517 partì da Roma per raggiungere la corte del Delfino di Francia e portò con se la tavola della Gioconda.
Alcune carte attestano che il dipinto fu in seguito acquistato da Re Francesco I di Francia, che lo pagò profumatamente. Il Re, infatti, pagò ben quattromila scudi d’oro, l’equivalente di due anni dello stipendio di Leonardo!
Negli anni successivi venne spostata di sede diverse volte. Luigi XIV la fece trasferire a Versailles e dopo la rivoluzione francese venne portata per la prima volta al Louvre. Napoleone Bonaparte volle portare il dipinto nella sua camera da letto e successivamente tornò per la seconda volta al Louvre. Durante la guerra Franco-Prussiana del 1870-1871 fu messa al riparo e, una volta tornata la pace, tornò definitivamente al suo posto nelle sale del museo.
Per ora è tutto!!
A prestissimo!!
Hashtag srl staff!