venerdì 23 dicembre 2016

Sapevi che la Russia e gli Stati Uniti distano solo 4 Km tra loro?


Sapevi che la Russia e gli Stati Uniti distano solo 4 Km tra loro?

Se guardiamo una cartina geografica, scopriamo che la Russia e gli Stati Uniti distano tantissimo tra loro, tanto che ci vogliono diverse ore per andare da uno stato all’ altro. E se ti dicessi che non è così?
No, non sono impazzito. Anche se la frase che leggi nel titolo, e cioè che Russia e Stati Uniti distano solo 4 km tra loro, mette in discussione tutte le certezze che ti hanno insegnato alle scuole elementari, in realtà una delle conseguenze del fatto che la terra sia rotonda, mentre noi la guardiamo sempre su una cartina quadrata. Infatti, nel punto in cui la Russia e gli Stati Uniti sono più vicini ci sono solamente 4 chilometri di distanza.

Guardando la terra dal Polo Nord, infatti, notiamo che la punta più occidentale dell’Alaska, che fa parte degli Stati Uniti, e la punta più orientale della Siberia in realtà quasi si toccano, e ci sono solamente 95 Km di distanza tra uno stato e l’altro. Ma all’interno dello stretto ci sono due isole, disabitate, che sono le isole Diomede, la Grande Diomede e la Piccola Diomede, appartenenti rispettivamente proprio alla Russia e agli Stati Uniti. Tra queste due isole ci sono circa 4 chilometri di distanza, e da questo consegue che tra le due superpotenze, storicamente nemiche, c’è meno distanza che tra due città italiane.

Anche se questo è sconosciuto alla maggior parte delle persone, in realtà i Russi e gli Americani lo sanno molto bene, tanto che in piena guerra fredda una nuotatrice provò ad attraversare a nuoto questo tratto di mare, alla temperatura di 5 gradi dell’acqua (siamo sempre al Polo Nord!) riuscendo di fatto a raggiungere dalla Russia gli Stati Uniti a nuoto: un’impresa che per i russi fu molto d’ispirazione, mentre in America passò praticamente inosservata.
Successivamente, poi, ci sono state una serie di idee per unire le due nazioni, ad esempio formando una diga tra le due isole oppure un sottopassaggio che collegasse le due nazioni, anche se queste cose poi sono cadute nel nulla. Ma l’idea di creare un passaggio tra Siberia e Stati Uniti non è venuta all’uomo: infatti, gli storici pensano che durante l’ultima Era Glaciale si sia aperto un passaggio in questo punto, e la Siberia sia stata direttamente collegata con l’Alaska: sarebbe stato proprio sfruttando questo passaggio che l’uomo sarebbe giunto in America ben prima dell’impresa di Cristoforo Colombo.
Ma la cosa più curiosa riguardo a questo tratto di mare così particolare è la differenza di orario: per come sono messi i fusi orari, quando sull’isola russa sono le 5 di pomeriggio, su quella americana sono le 2… Del pomeriggio precedente! Ci sono infatti ben 21 ore di differenza tra queste due isole, così vicine ma, volendo, così lontane. In pratica, spostarsi dall’una all’altra, cosa che in barca richiede pochi minuti, torniamo un giorno nel passato (o andiamo un giorno nel futuro: scoperte incredibili che si fanno leggendo solo una cartina geografica!

lunedì 19 dicembre 2016

La ragazzina inglese più intelligente di Einstein e Hawking



Lydia Sebastian a 12 anni ha ottenuto 162 al test Mensa realizzando un punteggio più elevato rispetto a quelli dei due grandi scienziati. E ha definito il test del QI più facile di quello che pensava.


Lydia Sebastian, una ragazzina inglese di dodici anni dell’Essex, ha un quoziente intellettivo maggiore di Albert Einstein e Stephen Hawking. Questo non vuol dire che scoprirà il segreto della materia oscura, ma ha rivelato capacità intellettive a dir poco straordinarie.

A dimostrarlo è stato lo strepitoso esito – 162, punteggio massimo per i candidati under 18 - che ha ottenuto eseguendo il test del quoziente intellettivo redatto dal Mensa, l'associazione internazionale che raccoglie le persone con un QI particolarmente brillante.

UN QUIZ PER CERVELLI SOPRAFFINI. «All’inizio ero molto nervosa, ma una volta che ho iniziato è stato molto più facile di quello che pensavo», ha commentato la giovane studentessa della Colchester County High School. Solo l’1% dei membri del Mensa ha riportato il risultato di Lydia Sebastian: la media dei punteggi è 100 e chi totalizza almeno 140 punti viene automaticamente considerato un genio.

Lydia, subito dopo la prova, è stata circondata da una folla di adulti, curiosi ed esperti, tutti a fare il tifo per lei perché entrasse nel prestigioso club di geni. Arun, il fiero papà di Lydia, radiologo all’ospedale di Colchester, ha raccontato che la moglie ha spinto la figlia a sottoporsi al test dopo averne sentito parlare per mesi. «Quando ho saputo che aveva ottenuto il massimo punteggio possibile, mi sono sentito travolto e così mia moglie – ha dichiarato il signor Sebastian – Sinceramente non credevo che potesse battere Einstein e Hawking».


Qualche altro dato per avere un’idea delle straordinarie facoltà mentali di Lydia: ha iniziato a parlare a sei mesi, suona il violino dall’età di quattro anni e ha già letto tre volte il ciclo dei sette romanzi di Harry Potter. Il papà della geniale ragazzina ha infatti raccontato, commosso, ai cronisti: «Quando aveva pochi mesi io facevo tirocinio e mia moglie studiava chimica; ero spesso fuori nel weekend e lei mi diceva qualche parolina al telefono».


Alla prossima curiosità!
Hashtag srl staff!





(fonte focus.it e messaggero.it)



lunedì 12 dicembre 2016

10 COSE CHE NON SAI SUI PIU' GRANDI DITTATORI DELLA STORIA



Che il potere assoluto faccia male a chi lo subisce non ci sono dubbi. Sembra però che danneggi anche chi lo esercita: inebriati dall’onnipotenza, i tiranni perdono il lume della ragione. Dietro la follia liberticida potrebbe esserci dunque una sindrome psichiatrica che si autoalimenta: più si è potenti più ci si “intossica”. Il che non consola, ma almeno offre un appiglio a chi vuole a tutti i costi capire. Ecco alcuni esempi.

STALIN. Iosif Vissarionovic Džugašvili, più noto con il nome di Stalin, è stato il dittatore che più di ogni altro non si è fatto scrupolo di eliminare i suoi avversari politici. Per quanto sia difficile fare una stima precisa, si ritiene che durante i 31 anni in cui Stalin è rimasto al potere siano morti circa 20 milioni cittadini sovietici.
Durante il periodo delle purghe, nella seconda metà degli anni ‘30, era solito chiamare a colloquio i dirigenti e funzionari che lavoravano a stretto contatto con lui e di cui non si fidava. Appena questi entravano nello studio, cominciava a fissarli negli occhi senza proferire parola. Chi non reggeva lo sguardo, veniva fucilato perché, secondo Stalin, aveva qualcosa da nascondere o era in malafede.

KIM JONG-IL. Delle 3 dittature affermate e tuttora al potere, quella che dà i segni di maggiore megalomania è il regime della Corea del Nord. Il dittatore attuale, Kim Jong-un, alterna minacce di attacchi missilistici a stramberie come quella di ordinare a tutti gli studenti di tagliarsi i capelli come lui. Kim viene da una dinastia di dittatori che della megalomania ha fatto uno stile di vita. A partire dal nonno, Kim Il-sung, la cui immagine è ancora presente ovunque nel Paese. Ma ancor più egocentrico fu il figlio di questi (nonché padre dell’attuale despota): il bassetto Kim Jong-il, nell'immagine. Convinto di avere poteri magici come quello di influenzare il clima, pensava di essere onnisciente e scrisse opere su ogni tema, soprattutto cinema, il suo giocattolo preferito. Arrivò persino a far rapire il regista sudcoreano Shin Sang-ok, costringendolo a girare un remake di Godzilla.

ADOLF HITLER. Del dittatore sanguinario per antonomasia sappiamo quasi tutto, comprese le manie e le peculiarità. Tra queste le fantasie sessuali. Come racconta la nipote Geli Raubal (morta suicida nel 1931 dopo una relazione con lo zio), il führer la obbligava a posare nuda per lui in posizioni oscene, o a mettersi carponi per essere poi sculacciata con un frustino. Alcune di queste pratiche erano svolte in nome del “sesso magico” (ramo dell’occultismo che si fonda su riti sadomasochisti), una passione che secondo alcuni Hitler avrebbe condiviso con la bella Winifred Wagner, nuora del compositore Richard Wagner. Alcuni medici hanno poi testimoniato che il dittatore si faceva iniettare testosterone per aumentare la propria virilità.

JEAN-BEDEL BOKASSA. Presidente della Repubblica Centrafricana, nel 1977 si proclamò imperatore con una cerimonia ispirata a quella di Napoleone del 1804. Per questo tutti i servitori furono costretti a indossare abiti ottocenteschi. Il neoimperatore si presentò con un lungo mantello di velluto rosso, si pose quindi sul capo una corona carica di diamanti che, a suo giudizio, avrebbe dovuto essergli consegnata da papa Paolo VI, il quale naturalmente rifiutò.

MAO TSE-TUNG. Negli anni ‘60-’70 moltissimi giovani occidentali avevano in camera il poster di Mao, senza sapere che il leader del comunismo cinese era uno spietato tiranno, responsabile della morte di milioni di persone. I mille eccessi del tiranno non si limitavano soltanto alla vita pubblica, dove trattava il premier Ciu En Lai come uno schiavo e che faceva decapitare chi l'ostacolava, ma proseguiva nel privato: era una specie di Caligola alla cinese che non aveva rapporti sessuali con la moglie, ma voleva accompagnarsi ogni notte con 2 o 3 ragazze diverse. Era anche uno sporcaccione che non si lavava, non si toglieva la vestaglia di dosso per intere settimane e non si spazzolava i denti, alla fine diventati verdi, «perché una tigre non lo fa».

SAPARMYRAT NYÝAZOW. Uno degli ultimi dittatori partoriti dal XX secolo è stato Saparmyrat Nyýazow, presidente del Turkmenistan dal 1991 al 2006. Noto anche come Türkmenbaşy (“padre di tutti i turkmeni”) scrisse addirittura un testo sacro: il Ruhnama, o libro dell’anima. Paragonato alla Bibbia e al Corano, fu adottato nelle scuole, letto in radio e in tv e persino spedito nello spazio.
Nella foto la statua che si fece costruire ancora in vita: placcata d’oro, alta 12 metri è in grado di ruotare di 360 gradi affinché il volto sia sempre baciato dal sole.

BENITO MUSSOLINI. Fu pacifista (da giovane, poi evidentemente cambiò idea trascinando l?Italia nella Seconda Guerra Mondiale) e odiava la pennicchella, costringendo i suoi ospiti, persino il führer a incontri e riunioni durante la digestione; suonava il violino ed era superstizioso. Ma soprattutto non sopportava le sigarette (l’unica la chiese durante una partita di calcio tra Inghilterra e Italia, per il resto non fumò mai, né fece uso di cocaina o altri stupefacenti) e gli ombrelli perché diceva che sono «un cimelio borghese,  l’arma dei soldati del papa».

MU’AMMAR GHEDDAFI. Tra le curiosità che caratterizzavano il leader dello Stato libico dal 1969 al 2011 c'era il fatto che in ogni viaggio volesse dormire nella sua tenda beduina, montata persino nel giardino di un albergo parigino o durante l'ultima visita a Roma (nella foto), con tanto di cammelli al seguito. Per guardarsi le spalle radunò invece una squadra di amazzoni vergini con alto addestramento militare

NICOLAE ED ELENA CEAUŞESCU. Nella lista dei dittatori più eccentrici non mancano coppie di coniugi senza scrupoli come Nicolae Ceauşescu e sua moglie Elena, a capo della Repubblica Socialista di Romania dal 1967 al 1989. «Elena, quasi analfabeta, si conferì una laurea in chimica e si fece passare come l’autrice di studi scientifici di cui non era neanche in grado di capire i titoli» spiega a Focus saggista Domenico Vecchioni, autore di numerose biografie dedicate a celebri dittatori. Nella foto i coniugi Ceauşescu in un dipinto celebrativo: la loro dittatura durò 24 anni e ridusse il Paese alla fame.

FRANÇOIS DUVALIER. Alias Papa Doc, despota di Haiti (1957-1971) convinse la sua gente di essere la reincarnazione di Baron Samedi, divinità che accompagna i morti nell’aldilà secondo la religione vudù. Una volta spacciatosi per il traghettatore dei defunti ne prese persino in prestito il look: cappello a cilindro, frac nero, occhiali con lenti scure e sigaro in bocca. E impose preghiere speciali alla sua persona.

A presto!
Hashtag srl Staff!

(fonte focus.it)




lunedì 5 dicembre 2016

IL PALAZZO PIU' BELLO DEL MONDO...A TORINO!


Nel quartiere degli affari, collocato fra istituti bancari che hanno la loro sede nella city torinese, l'edificio è in via Alfieri 6, indicato spesso come Palazzo Valperga.

Un primo palazzo si deve all'architetto luganese Maurizio Valperga che operò in maniera concreta all’edificazione di un manufatto importante come frutto di ampliamenti ed acquisizioni spaziali successive a partire dal 1663, quando strinse una convenzione con l’Ordine dei Padri Carmelitani Scalzi di Santa Teresa per la costruzione di una nuova casa adiacente alla propria. Il palazzo diventava così dimora prestigiosa dell’Architetto che proprio in quegli anni giovava di una improvvisa quanto propizia impennata professionale; infatti nel 1667 diventava primo ingegnere di Carlo Emanule II, mentre suo figlio Andrea acquisiva il titolo di ingegnere ordinario presso lo stesso Ducato, e pertanto risulta comprensibile il forte investimento, di ordine finanziario, a cui si espone Valperga per la realizzazione di un’abitazione sobria nelle decorazioni ma imponente nella forma, tanto da dover risultare celebrativa della propria ascesa sociale, con tempi realizzativi celeri, corrispondenti alla propria scalata professionale.

Nel 1709 il nipote del Valperga vendette la casa al conte Gian Gerolamo Galleani di Canelli, esponente di una nota famiglia di industriali tessili dell’epoca, che identificò nel palazzo, non tanto una sede di dimora principesca (non avendone le caratteristiche di alto profilo artistico decorativo) quanto il polo eccellente di un variopinto intorno di avvicendamenti di grandi espansioni e persone in crescita, ideale localizzazione per il proprio centro di affari; il palazzo, infatti, può essere indicato come uno degli esempi più rappresentativi dell'architettura nobiliare del Settecento torinese. Nel 1781 avranno avvio le opere di ristrutturazione ad opera dell’ Arch. Luigi Barberis a cui si deve l’attuale aspetto dell’edificio, che assumerà via via i connotati sempre più affini all’edificio “da reddito”, abbandonando le linee stilistiche di “casa” storica privata. Nella prima metà dell'Ottocento il palazzo fu ceduto all'avvocato Giuseppe Gattino, proprietario delle miniere di ferro di Traversella e che divenne uno dei principali finanzieri della Torino della Restaurazione. La sua fama di grande collezionista fece guadagnare all’edificio il prestigio di risultare una sede di eccellenza culturale dell’epoca in quanto ospitava: · La quadreria di grande fama (citata in molte guide di Torino dell’800) che fu venduta dal Cottolengo a Pietro Accorsi nel 1925-16, cfr. A.Cifani-F.Monetti, Il Catalogo della Pinacoteca Gattino di Torino, in “Studi Piemontesi”, Torino, marzo ,vol. XIX, fasc. 1 (1990), pp.213-243. · La biblioteca di circa 30.000 volumi che fu donata nel 1902 alla Città di Torino ed ora si trova alla Biblioteca Civica di Torino ·

 La collezioni di cammei, microsculture e vetri che fu donata nel 1902 alla Città di Torino e si trova oggi a Palazzo Madama. Nella metà del secolo il palazzo passò per eredità alla famiglia dei conti Riccardi di Netro, e nel 1925 al Cottolengo, per poi essere venduto nel 1943 a una società immobiliare. Nelle sue linee di sostanza l’edificio non ha subito grandi modifiche nel corso degli ultimi due secoli; l’atrio e lo scalone neoclassico, infatti, hanno un preciso rimando stilistico temporale agli interventi di Barberis. A partire dal 1925 il Banco Ambrosiano aveva sistemato, su disegni dell’Ing. Peretti, il palazzo adiacente a palazzo Valperga Galleani, destinandolo a nuova sede di Torino e dotandolo di nuova entrata aperta su via XX Settembre. L’edificio fu completamente restaurato sia internamente che esternamente con la connotante creazione di un lucernario sull’ atrio di ingresso presente sul cortile interno.

Sul sito http://www.thenumber6.it/ troverete tutti i dettagli sul palazzo!

A presto!

Hashtag srl staff!